Lezione di poesia #7 Usa la ripetizione

(Non c’è due senza tre)

Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ‘l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.
(Dante, Divina Commedia, If. III, vv. 1-12)
Questa è l’iscrizione che campeggia sopra la porta dell’Inferno. Dante e Virgilio la notano avvicinandosi alle mura. L’anafora pare sottolineare il ritmo dei loro passi, conferendo alla scena un tono solenne.
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